Calabrese – Programma amministrativo

IL PROGRAMMA PER “CALABRESE SINDACO”
“Rieti merita il futuro”
La città che vogliamo

Rieti è una bella e importante città, abitata da circa 48 mila persone, 21 mila famiglie, profondamente colpite dalla crisi economica e dal sisma, che hanno bisogno di solidarietà, per tornare a sperare. Rieti è una città pulsante, che chiede sviluppo e per questo sono necessari il completamento delle infrastrutture, attese da tempo, l’ammodernamento dei servizi ed il rinnovamento dell’amministrazione, nel rispetto dei principi di efficienza, legalità e trasparenza. I reatini non possono più tollerare la mancanza di un sistema di mobilità efficiente, adeguato ai bisogni, che è urgente realizzare per superare l’anacronistico isolamento. Rieti deve diventare una città connessa, una smart city, per cogliere e offrire le opportunità del futuro. La città è profondamente divisa e per questo è fondamentale un’azione di riconciliazione. Rieti aspetta da anni una politica di serio impegno per l’efficienza energetica e per il rispetto dell’ambiente. Per migliorare la qualità della vita dei reatini, debbono essere messe al primo posto la salute e la sicurezza. Occorre affrontare con determinazione la situazione di profondo disagio delle classi più deboli della nostra città e guardare con coraggio al tema della povertà crescente, allo scopo di realizzare una città inclusiva.
Rieti non avrà futuro senza gli interventi descritti e approfonditi nel programma che segue, preparato con il contributo di molti cittadini e di esperti.

1. Lo sviluppo e la città connessa

Per far fronte alla globalizzazione, uscire dalla crisi e creare posti di lavoro e benessere, non basta l’azione del governo. Anche le città devono fare la loro parte, rinnovandosi e imparando ad attrarre i finanziamenti e i migliori talenti, per competere nel mondo, creando un’apposita struttura con professionalità adeguate e procedure semplificate, affinché le ingenti risorse finanziarie, che i Fondi sovrani internazionali (4.000 mld di USD) intendono investire in Italia, possano interessare anche Rieti. Per far questo Rieti ha bisogno di una nuova classe dirigente che abbia una visione di sviluppo ed una strategia per far eccellere le competenze e individuare un futuro possibile per la città. Una leadership, diffusa nelle varie componenti sociali, che sappia fare squadra, al di là delle differenze di opinione, e si dedichi a guidare la città per un lungo periodo. Serve una nuova classe dirigente che dimostri di essere in grado di agire, contestualmente, sulle tre dimensioni più importanti di una città, quella economica, quella sociale e quella urbanistica. Per lo sviluppo economico servono infrastrutture, ma il funzionamento della città e la capacità di competere oggi non dipendono solo dalle infrastrutture fisiche, ma anche, e sempre di più, dalla infrastruttura costituita dalle reti interconnesse di una città. La “città connessa” è pertanto una leva imprescindibile per lo sviluppo tecnologico ed economico, che offre vantaggi ai cittadini, alle imprese ed alle amministrazioni. Gli investimenti in infrastrutture tecnologiche comporteranno aumento dell’efficienza e benefici sociali, ambientali ed economici, con effetti positivi per gli imprenditori e per i lavoratori, perché ridurranno i costi e faranno crescere le opportunità di business, senza limitazioni territoriali. La città connessa permetterà, inoltre, ai talenti reatini che sono andati via per motivi di lavoro di “ricollegarsi” alla loro città, per partecipare con idee creative ai progetti innovativi di sviluppo tecnologico ed economico. La crescita della realtà economica reatina, non può prescindere da una forte alleanza con le forze imprenditoriali e sociali presenti nei vari settori (industriale, commerciale e dei servizi), che porti a definire una strategia imperniata su misure tese a favorire il miglioramento della produttività e della competitività aziendale (politiche fiscali selettive, agevolazioni finanziarie e maggiore fluidità nella gestione dei rapporti di lavoro armonizzata con l’innovazione degli strumenti di welfare integrativo) e dei livelli occupazionali.

2. Il completamento delle infrastrutture e la mobilità

Come tanti cittadini hanno affermato, Rieti è una città dimenticata dalle istituzioni, che non ha saputo reagire alla crisi e che ora deve rimboccarsi le maniche per recuperare il tempo perduto. E’ necessario esigere con forza il completamento delle infrastrutture previste e progettare le infrastrutture necessarie allo sviluppo della città e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. L’ammodernamento della SS4 Salaria, con avvio del cantiere da Rieti ed innesto, non può essere più un argomento proposto ad intermittenza, bensì un impegno prioritario nell’agenda della prossima Amministrazione comunale, da sostenere con forza e autonomia, dando seguito alla richiesta avanzata al Governo nello scorso mese di novembre 2016 dalle forze locali, su iniziativa del Vescovo, Monsignor Domenico Pompili. Stessa determinazione e chiarezza deve animare la scelta definitiva per la realizzazione dell’ultimo tratto della Rieti-Torano, che deve ricongiungersi alla rete viaria esistente in maniera fluida, rispettando i diritti e le aspettative delle comunità locali interessate. Rieti ha bisogno di una cura del ferro che richiede un investimento della regione Lazio in materiale rotabile: treni a trazione diesel su tratte non elettrificate, con velocità fino a 130 km\h, capaci di forti accelerazioni, peraltro già in uso in altre regioni con problematiche simili. In tal modo si realizzerebbe un miglioramento significativo in termini di tempi di percorrenza con Roma. Rieti ha bisogno di vedere potenziati anche i collegamenti extraurbani su gomma per Passo Corese, Monte Rotondo e Roma. E’ urgente realizzare una mobilità efficiente e adeguata ai bisogni. Il ritardo della città in questo campo non solo è vergognoso, ma ha creato seri danni alla popolazione, soprattutto alle giovani generazioni. Gli interventi di miglioramento debbono riguardare anche la 3 stazione FS di Passo Corese, che oggi non presenta una situazione di decoro e non offre garanzie di sicurezza alle migliaia di viaggiatori in transito. Occorre migliorare anche la viabilità interna della città, che ha bisogno di rotatorie e di eliminazione dei vecchi passaggi al livello ferroviari. Rendere più fluido e scorrevole il traffico migliora la vita dei cittadini, riducendo i tempi di viaggio, l’inquinamento e la spesa per il carburante. E’ urgente terminare, a più di venti anni dalla sua progettazione, la strada statale Rieti-Terni, che aprirebbe la nostra città allo sviluppo verso il centro nord del paese. Tra gli interventi da mettere in campo non debbono essere dimenticati: quello sull’ex mercato coperto, che dovrà trasformarsi in un moderno polo per i prodotti locali e delle aree dell’Italia centrale colpite dal sisma con l’obiettivo di una promozione solidale dei relativi territori; la realizzazione dei progetti per la mobilità pedonale, attraverso un collegamento pedonale sotterraneo meccanizzato tra il parcheggio di piazza Oberdan e i portici del palazzo comunale in piazza Vittorio Emanuele II, o il nuovo sistema di parcheggi di scambio con autobus e/o cabinovia per il Terminillo. Sarà altresì necessario intervenire per individuare nuove aeree di parcheggio allo scopo di decongestionare il centro e le zone di uffici e rivedere le aeree di parcheggio a pagamento \ gratuito. Se le infrastrutture saranno completate e sviluppate e se la mobilità sarà finalmente degna di una città del XXI secolo, diventerà altresì possibile trasformare la “mazzata” che il terremoto ha inferto alla città e alla provincia in una grande opportunità per Rieti, che deve diventare lo snodo nevralgico del processo di ricostruzione, definendo un accordo strategico con il Commissario governativo, insediato nella nostra Città, prevedendo per Rieti un ruolo di servizio con la sperimentazione di innovativi processi amministrativi, di formazione e di trasparenza, nel difficile percorso di rilancio post-sisma. Un obiettivo rilevante per la città è il recupero del suo patrimonio di archeologia industriale. Esistono progetti importanti in questo senso che dovranno essere presi in considerazione dalla commissione interdisciplinare di esperti, che sarà nominata allo scopo di valorizzare e riqualificare, nell’interesse dei cittadini, le ex aeree industriali, operando un’efficace ricucitura con il resto della Città, in un quadro di concertazione con le forze imprenditoriali e sociali.

3. L’ammodernamento dei servizi pubblici e il rinnovamento dell’amministrazione

In questo processo di sviluppo tecnologico e di efficientamento, non possono restare fuori i servizi pubblici e l’amministrazione, ai quali Rieti chiede da tempo maggiore efficienza e capacità di competere. Il programma per la città connessa offrirà grandi vantaggi di carattere tecnologico e permetterà di rendere più efficienti e produttivi i processi di lavoro. Per quanto concerne i servizi gestiti da aziende di ambito comunale, sarà necessario verificare lo stato economico, l’efficienza e i livelli di qualità del servizio erogati da tali società e la competenza del management che le guida. Sarà utile sentire i dirigenti e i sindacati di tali aziende. Per quanto riguarda il trasporto sarà necessario esaminare le possibili sinergie tra ASM e Cotral, prevedendo un piano di rete integrato con i comuni interessati dalla dismissione del servizio Cotral e definendo una “clearing house” per la compensazione dei rapporti 4
finanziari tra tutti i soggetti coinvolti. Le aziende comunali dovranno essere governate con efficienza, creare utili e ridurre i costi. Sul fronte dei rifiuti è necessario proiettare l’attività dell’ASM verso l’acquisizione di una forte competitività tesa ad acquisire commesse sul mercato, ovvero realizzare partnership con altre esperienze aziendali, perseguendo, altresì, l’obbiettivo di difendere ed accrescere i livelli occupazionali. E’ necessario, inoltre, uno sforzo significativo per sperimentare ed applicare nuove tecnologie nel trattamento dei rifiuti, realizzando una contrazione dei costi da riverberare sui cittadini, in termini di riduzione della tassazione. I cittadini dovranno essere periodicamente intervistati con appositi sondaggi per verificare i livelli di qualità e di efficienza delle aziende.
Nell’amministrazione comunale, che sconta un maggiore ritardo tecnologico, non solo sarà necessario efficientare i processi nel rispetto dei principi di legalità e trasparenza, ma al contempo sarà indispensabile rimotivare le persone che ci lavorano. Sui temi della legalità e della trasparenza vigilerà e svolgerà un’azione preventiva un Comitato, che sarà composto da esponenti di massimo livello della città, che abbiano dimostrato comportamenti legalitari e trasparenti. A questi si aggiungeranno studenti dell’ultimo anno delle superiori, selezionati in collaborazione con i dirigenti scolastici e rappresentanti delle forze sociali.

4. Il degrado della città

Il Progetto per Rieti, che coinvolgerà giovani, donne e tutti i reatini che hanno voglia di costruire qualcosa per la loro città, ha lo scopo di realizzare un piano di miglioramento dei quartieri, che abbia origine dalle istanze, da tempo non ascoltate dei cittadini, quartiere per quartiere. Il degrado si ferma con interventi culturali, ma anche con solide iniziative di pulizia, di decoro e di manutenzione straordinarie. L’amministrazione comunale istituirà un presidio antidegrado, in accordo con la polizia urbana e con la società di gestione dei rifiuti. Il degrado si combatte anche con la realizzazione di cinema e teatri di quartiere e con luoghi idonei ad ospitare eventi culturali, che oggi, pur numerosi, interessano solo il centro della città. Rieti deve essere una città policentrica e il sistema delle frazioni deve beneficiare di un rilancio con recupero del patrimonio edilizio, salvaguardandone le specificità architettoniche e promuovendone l’offerta a prezzi agevolati, con l’impegno alla ristrutturazione.

5. La sanità

Finora il Sindaco non si è opposto con efficacia alla politica dissennata della Regione nel settore della sanità (e del trasporto extraurbano). Questo deve cambiare perché l’ospedale De Lellis e tutte le strutture sanitarie pubbliche della città debbono essere messe in grado di offrire servizi migliori, valorizzando le professionalità presenti. I malati reatini non possono migrare verso gli ospedali di Terni e della Capitale, come stanno facendo sempre più numerosi, per ovviare alle lunghissime attese. Oggi l’Ospedale di Rieti ha forti carenze di organico, di strumenti e di tecnologia. Molti sono i medici e i primari frustrati e offesi dalla recente politica sanitaria della Regione. Infatti è forte il timore dei cittadini e dei medici di veder “crollare” l’offerta sanitaria di qualità dell’ospedale di Rieti, che sta perdendo progressivamente professionalità e servizi. Il Comune di Rieti dovrà essere protagonista nella difesa della sanità reatina con l’uso sistematico delle leve e dei poteri che gli vengono attribuiti dalla legislazione. In quest’ottica poco è stato fatto nel recente passato. S’impone un cambio di passo, perseguendo sistematicamente l’ascolto dei bisogni della società e coordinando efficacemente le professionalità e le risorse del territorio che sono in grado di rappresentare il bisogno di sanità. In quest’ottica il Comune di Rieti, attraverso la conferenza dei sindaci, dovrà costantemente agire in maniera proattiva, sia allo scopo di monitorare e sensibilizzare il territorio, sia nel far valere il suo ruolo nei rapporti con la Regione. Sul tema specifico dell’Ospedale S. Camillo De Lellis, il programma ritiene irrinunciabili, i seguenti punti:
1) Difesa e potenziamento dell’offerta terapeutica del presidio ospedaliero, in quanto unico ospedale “per acuti” della provincia ed unico presidio in grado di fornire risposte qualificate al bisogno di salute della popolazione della città e della provincia. In tale ottica vanno difesi e messi in sicurezza tutti quei servizi descritti e previsti nell’atto aziendale, attualmente in sofferenza, e che stanno gradualmente perdendo efficacia per la cronica carenza di organico, derivante dai pensionamenti e dalla precarietà di numerosi rapporti di lavoro.

2) Rinnovamento tecnologico di apparecchiature, ormai vetuste, sia ospedaliere che dei presidi territoriali non rispondenti alle esigenze. Ciò è reso ancor più impellente dalla concorrenza delle province confinanti, non ingabbiate dai piani di rientro. Particolarmente urgente il tema delle tecnologie di sala operatoria, di quelle della diagnostica radiologica e dei laboratori.

3) Razionalizzazione dell’offerta ospedaliera attraverso il perseguimento e la rimodulazione dell’offerta con riduzione dell’uso del ricovero ordinario e qualificazione continua dell’offerta assistenziale.

4) Garanzia della piena presa in carico dell’assistito con l’implementazione dei percorsi diagnostico-terapeutici nelle diverse discipline. Ciò implica una maggiore offerta di differenti modalità assistenziali, come day hospital e prestazioni ambulatoriali complesse.

5) Riduzione delle liste di attesa. Deve essere mirata soprattutto alle patologie ad alto rischio, non gravando su personale in turno ordinario, ma attraverso l’adozione di piani straordinari, che prevedano a tale scopo l’assunzione a tempo limitato di professionisti.

6) Difesa della prossimità delle cure, soprattutto di quelle ad alto impatto sociale, come quelle oncologiche, neurologiche, cardiologiche, derivate da patologie 6 d’organo. Tale difesa nel nostro territorio va perseguita, poiché è stata una conquista costata anni di battaglie.

7) Potenziamento dei servizi sanitari territoriali (assistenza domiciliare, hospice territoriali, ecc.), in modo da offrire un’alternativa valida al ricovero ospedaliero.

8) Forte investimento sulla prevenzione, sui programmi di screening, sui progetti in ambito scolastico e sulle comunità etniche, come elemento decisivo per garantire il benessere dei cittadini, ma anche per contenere i costi della sanità.

9) Reale valorizzazione delle risorse messe a disposizione dal mondo del volontariato, particolarmente presente ed attivo nella nostra realtà, e costituzione di tavoli di lavoro comuni con la Direzione aziendale, sulle tematiche e sulle strategie da condividere.

6. Le Associazioni di volontariato della città

Rieti è una città caratterizzata da un grande senso di solidarietà, che accomuna tanti cittadini, e dalla presenza di numerosi volontari, organizzati in diverse associazioni; alcune a carattere nazionale ed altre operative solo a Rieti. Tali associazioni, che sono impegnate nella solidarietà e nell’assistenza, sono linfa vitale per la città. Esse saranno ascoltate e consultate in modo organico, chiedendo loro di costituire un “sistema” per rafforzare la positiva azione nella città e per far crescere il peso della rappresentatività. Le Associazioni di volontariato offrono servizi gratuiti a cittadini malati o in difficoltà economica. Il taglio pesante operato sui servizi sociali della città ha aperto un baratro che solo le associazioni riescono, in parte, a colmare.

7. La persona al centro

Il programma mette la persona al centro, con i suoi bisogni e la sua richiesta di essere ascoltato, di contare di più. Le persone sono stanche di essere considerate solo un voto utile quando serve, per tornare poi a non contare più per 5 anni. Mettere la persona al centro significa ascoltarla con continuità. Le nuove tecnologie in questo senso ci permetteranno di realizzare strumenti idonei. Il programma difende e privilegia i bisogni delle persone, garantendo il diritto alla salute, difendendo il diritto a essere curati e a non avere dolore.

8. Gli anziani

I cittadini che hanno superato i 65 anni sono a Rieti circa 11.500, pari al 24% della popolazione. La condizione degli anziani a Rieti non ha avuto ancora l’attenzione che merita, se si considera la crescita record dell’invecchiamento della popolazione nella nostra città (+ 6% rispetto al 2002). Anche a Rieti, pertanto, si allunga la vita e diminuiscono le nascite, come in Italia e in Europa. Le condizioni di vita degli anziani sono da anni in netto peggioramento, perché da una parte sono diminuiti i redditi e cresciute le spese, ma dall’altra sono state tagliate le spese sociali e sanitarie ed i servizi destinati a questa fascia della popolazione, che si è di fatto indebolita. Sono gli anziani a risentire maggiormente la crisi economica; è cresciuta l’incidenza della povertà sulla popolazione anziana, come dimostra il Rapporto Caritas 2016. Far crescere l’attenzione per gli anziani, diminuire i loro costi e aumentare i servizi destinati ai cittadini anziani in difficoltà è la prima risposta. Ma non basta. C’è poi l’aspetto della socialità, ovvero della necessità di una vita attiva, del coinvolgimento nella vita sociale e culturale dei cittadini anziani, che deve essere oggetto di iniziative specifiche del comune per rimuovere la ghettizzazione dei cittadini più anziani, che invece vanno aiutati ad uscire da casa, coinvolti, inclusi negli eventi e nelle manifestazioni della città. Il Comune deve immediatamente avviare un censimento di questa fascia debole e disagiata della popolazione di Rieti, per individuare le persone che hanno necessità di un intervento urgente in accordo con la Caritas.

9. I disabili

Un aspetto non meno importante, che riguarda anche gli anziani, è quello delle barriere architettoniche che vanno rimosse per i disabili e del necessario ripensamento urbanistico di Rieti, allo scopo di rendere accessibile la città a tutti i portatori di disabilità. Rieti deve diventare una città inclusiva, scegliendo di promuovere l’accoglienza delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita sociale. L’inclusione riconosce la diversità umana e la inserisce all’interno delle regole di funzionamento della società, nella produzione di beni e nell’organizzazione di servizi. Il diritto umano ad essere incluso dipende dalla consapevolezza che tutti i cittadini hanno i medesimi diritti. Rieti salvaguarderà il diritto umano dei disabili ad essere inclusi, partendo dall’accoglienza dei bambini disabili nelle scuole. L’inclusione scolastica e quella sociale sono valori fondanti di questo programma per tutta la città, perché richiede la capacità di promuovere iniziative, programmi di miglioramento del servizio scolastico per gli alunni con disabilità, progetti capaci di coinvolgere i genitori e le varie forze locali, reti di scuole per obiettivi concernenti l’inclusione e la partecipazione.

10. Le donne

A Rieti risiedono 25 mila donne, pari al 52,50% della popolazione residente. In un paese che si trova al 41º posto nel mondo per uguaglianza di genere, non vi è dubbio che anche a Rieti il traguardo è la pari opportunità tra i generi, nel lavoro, nelle retribuzioni e in tutte le manifestazioni della vita. Per raggiungere tale obiettivo sarà prioritaria una politica di riduzione degli svantaggi femminili nella città. Il programma prevede il coinvolgimento in progetti di assistenza retribuiti delle mamme che non lavorano e che hanno tempo libero da investire, in attesa dei figli a scuola.

11. I giovani

I giovani hanno bisogno di poter trovare il futuro anche nella loro città. I giovani hanno bisogno di frequentare le scuole a Rieti e di poter scegliere la facoltà universitaria senza per questo viaggiare per ore o trasferirsi in altre città. La mobilità incide sulla qualità di vita dei giovani. Il wifi free in tutta la città incide sulla loro vita. La possibilità di organizzare serate di musica senza dover pagare, migliora la vita dei giovani. Il nostro programma deve avere una grande attenzione alle loro esigenze, che vanno recepite dall’amministrazione. I giovani che sono andati via per lavoro devono poter restare connessi con la comunità della loro città, per proporre idee, condividere e partecipare a progetti di rinnovamento della loro città d’origine.

12. I bambini

Il 12% della popolazione di Rieti ha meno di 14 anni. Sul tema dell’infanzia e dell’adolescenza occorre progettare e realizzare una città sostenibile, sicura, inclusiva, a servizio anche dei bambini. Il programma promuove pertanto le iniziative dell’Unicef per trasformare Rieti in “città per l’infanzia”, condivide la sensibilità e l’attenzione ai problemi dell’infanzia e dell’età evolutiva e gli sforzi per riconoscere i diritti dei minori, proponendo una città a misura di bimbo e di adolescente. I progetti che hanno l’obiettivo di promuovere il miglioramento della qualità della vita di ogni cittadino, avranno la massima attenzione anche per i bambini e gli adolescenti.

13. Le scuole

L’ambiente scolastico deve essere pulito, accogliente e sicuro. La sicurezza delle scuole di Rieti è uno dei temi centrali per la città. Il recente fenomeno sismico ha posto in maniera forte il problema della sicurezza degli edifici scolastici e quindi è indispensabile un accertamento rapido e preciso, teso ad accertare l’indice di vulnerabilità oltre il quale un edificio può definirsi sicuro. A valle di ciò deve essere definito un piano di breve periodo per l’allocazione in sicurezza della popolazione scolastica nel prossimo anno. Nel frattempo deve essere avviato un piano di messa a norma degli edifici esistenti, ovvero di realizzazione di nuove strutture, recuperando anche insediamenti dismessi a vocazione diversa da quella scolastica, armonizzando il tutto sulla base della normativa urbanistica vigente con l’obiettivo di omogeneizzare le aree e favorire un uso razionale del territorio. Tali attività verranno svolte in un clima di costante dialogo con i gruppi di genitori, organizzatisi all’indomani della crisi sismica, garantendo una chiara e puntuale comunicazione istituzionale. L’attività di cui sopra deve essere strettamente raccordata in un quadro di adeguamento del Piano Comunale di Emergenza di Protezione Civile. Le condizioni igieniche e di sicurezza dei locali e dei servizi devono essere tali da garantire una permanenza a scuola confortevole per gli alunni e le persone che ci lavorano. Per garantire tali condizioni è necessario verificare i requisiti strutturali, quelli impiantistici e quelli ambientali. Negli ultimi tempi, a proposito di scuole, si parla sempre più spesso della qualità del cibo fornito ai nostri figli. Qualità, sicurezza e varietà del cibo sono le parole d’ordine. Dobbiamo saperne di più su quello che viene offerto in mensa ai ragazzi e dobbiamo operare per migliorare la gestione delle mense scolastiche. Su questo tema esistono progetti molto interessanti di educazione degli studenti al cibo e ai sapori, che utilizzano prodotti biologici locali. Progetti che hanno l’obiettivo di formare gli addetti delle scuole al rispetto della normativa vigente e di coinvolgere anche i ragazzi, con la presenza di nutrizionisti, sia in aula, che in visite ad aziende agrituristiche.

14. Università e formazione

Sabina Universitas gestisce il polo universitario di Rieti. Dopo la chiusura del corso di laurea in Fisioterapia, che aveva dato professionalità e futuro a tanti giovani reatini, e prima che altri corsi di laurea vengano soppressi, è divenuto urgente richiedere l’intervento del governo, affinché questo importante centro universitario, al quale è legato il futuro della città, venga potenziato e non chiuso. Il polo universitario è vivo e attivo lo dimostrano le tante iniziative culturali, formative e di ricerca, come il Centro Oncologico di Prevenzione e Ricerca, istituito nel 2016 con lo scopo di realizzare studi epidemiologici e clinici in ambito oncologico. L’obiettivo del centro è quello di apportare un significativo contributo alla comunità scientifica nella elaborazione di nuove strategie terapeutiche. Tali ricerche rappresenteranno il punto di partenza per la ASL di Rieti nell’organizzare campagne di prevenzione e screening specifiche per le patologie neoplastiche più diffuse nella città. Obiettivi del Centro oncologico di ricerca sono la realizzazione di incontri con i cittadini al fine di divulgare i risultati ottenuti dal progetto e l’organizzazione di percorsi formativi di prevenzione in collaborazione con le scuole nell’ambito delle campagne di screening. Sarebbe di estremo interesse per la città di Rieti la predisposizione e l’organizzazione di strutture atte a ricevere corsi per il programma Erasmus, che farebbero affluire in maniera permanente centinaia di giovani con conseguenti benefici, sia in termini culturali che economici. Per utilizzare le opportunità offerte dai fondi europei, sarà istituito l’ufficio “Rieti in Europa”, costituito da reatini esperti, che già lavorano nelle sedi dell’unione europea, i quali hanno la competenza adeguata per sviluppare progetti che avranno lo scopo di portare finalmente la nostra città in Europa.

15. La cultura

Teatro, musica, danza, mostre, festival letterari e culturali, e ancora conservatorio e musei di prestigio: Rieti non ha nulla da invidiare ad altre città italiane ed europee, ma deve uscire dal cono d’ombra nel quale si trova da anni e deve costruire un percorso virtuoso che la porti a concorrere per diventare capitale italiana della cultura. Per raggiungere questo obiettivo occorrerà chiamare a raccolta le donne e gli uomini di cultura della città per valorizzare le nostre straordinarie risorse, tra le quali a Rieti brillano le arti figurative. Saranno necessari alcuni interventi importanti, come la realizzazione di un secondo teatro, dove indirizzare parte delle rappresentazioni.
Saranno indispensabili iniziative per internazionalizzazione il nostro conservatorio, oggi de localizzato, per far sopravvivere e sviluppare una struttura così importante per i giovani del territorio. La cultura sarà uno degli strumenti per promuovere Rieti e per attrarre finanziamenti. La programmazione degli eventi dovrà essere realizzata in collaborazione con il settore turistico. I maggiori eventi saranno affidati ad artisti di fama nazionale ed internazionale allo scopo di richiamare a Rieti turisti da tutto il paese e dall’Europa.

16. Lo sport e l’impiantistica sportiva

Rieti è tradizionalmente sede di eventi sportivi di alto livello (Meeting internazionale di atletica leggera, Coppa Carotti, partenza/arrivo di tappe del Giro d’Italia, ecc). Questa tendenza deve essere valorizzata attraverso l’istituzione di un organismo che si occupi della promozione e dell’organizzazione di eventi sportivi, rafforzando quelli esistenti e attraendone altri. Poiché la notevole impiantistica sportiva presente a Rieti necessita di un utilizzo più razionale, saranno studiate ipotesi di gestione coordinata, tenendo conto delle esigenze e dei programmi delle associazioni sportive. Al fine di mantenere viva l’attenzione sulla tragedia del sisma del 24 agosto 2016, dal prossimo anno sarà organizzata la “gran fondo della ricostruzione”, una manifestazione ciclistica di livello nazionale, avente l’obiettivo di far visitare i luoghi toccati dalla tragedia alle migliaia di ciclisti che parteciperanno portando un messaggio di speranza e solidarietà alle popolazioni.

17. La cura del verde pubblico

La salvaguardia, la manutenzione, il recupero e l’ampliamento del patrimonio verde di Rieti è un obiettivo primario dell’Amministrazione comunale. Tale attività va svolta con professionalità e non in modo casuale. Peraltro, sono possibili diverse opportunità di sponsorizzazione da parte di privati, dall’adozione di un’area, per provvedere alla sua valorizzazione e cura per almeno un anno, fino all’offerta alla città di alberi, arredi, fiori. Le attività sponsorizzabili sono molteplici: manutenzione, nuova sistemazione di aree verdi, aree gioco, aree cani, realizzazione di aiuole fiorite e allestimento di ponti fioriti, incremento e cura del patrimonio arboreo della città, acquisto di arredi (rastrelliere per biciclette, panchine, impianti informativi) da installare nei parchi e giardini di Rieti. I privati che aderiranno avranno un importante beneficio per l’immagine della loro impresa, con la presenza del loro brand associato all’iniziativa.

18. Rieti città agricola

L’evoluzione del rapporto tra Rieti e l’ambiente agricolo circostante apre nuove, interessanti prospettive alla sostenibilità ambientale e produttiva e a nuovi modelli di approvvigionamento alimentare per la nostra città e per la provincia. E’ importante promuovere gli orti urbani, perché la crescente abitudine di coltivare direttamente, dove possibile, una parte delle verdure e della frutta per il proprio consumo, rappresenta negli ultimi anni, una valida spontanea risposta alla crisi economica ed un processo di riappropriazione della terra, con vantaggi anche ambientali. Alcuni importanti progetti di riqualificazione della Piana Reatina mettono in correlazione lo sviluppo agricolo e quello turistico di Rieti, fornendo un esempio di riqualificazione del territorio nel rispetto dell’ambiente ed una risposta valida alla crisi economica della città. In particolare, il progetto prevede la valorizzazione e lo sviluppo di questa importantissima parte del territorio comunale, attraverso la “messa in rete” di tutti gli elementi di pregio per costituire un’offerta turistica unitaria; collegare, quindi, con reti di sentieri, ippovie e piste ciclabili tutte le emergenze con modalità “slow”, connettendole strutturalmente alla rete web e predisponendo un network di tutte le attività presenti nel settore agricolo e turistico, non tralasciando l’obiettivo di realizzare un intervento preventivo di bonifica e depurazione ambientale, propedeutico allo sviluppo di coltivazioni ad alto pregio.

19. Il turismo

Rieti è uno scrigno di gioielli naturali, artistici, monumentali e culturali. La politica degli ultimi anni non ha saputo valorizzare a sufficienza tali risorse e non ha perseguito l’obiettivo di integrarle con quelle altrettanto importanti della provincia. Occorre “fare sistema” con tutti gli operatori in campo per creare percorsi turistici integrati nella città e nella provincia. Per fare ciò sarà innanzitutto necessario un censimento aggiornato dei siti e degli operatori, allo scopo di realizzare un moderno portale, in grado di integrare progressivamente anche le risorse della provincia. Oggi Rieti e la Sabina sono fuori dai percorsi turistici nazionali ed europei, perché il territorio non è stato promosso adeguatamente. Poi è arrivato anche il sisma. L’amministrazione comunale e la politica reatina non hanno messo finora in campo le azioni giuste per far conoscere le bellezze naturali, artistiche e monumentali di Rieti, in Italia e in Europa. In campo turistico come in quello economico e sociale la città ha seri progetti rilanciare l’economia attraendo capitali. Nell’ambito degli obiettivi di sviluppo del turismo, il rilancio del Terminillo merita la massima attenzione. Da molte elezioni questo tema tiene banco perché è considerato un terreno di facile propaganda politica, a destra come a sinistra. “Il rilancio del Terminillo”, è diventato ormai uno slogan più che un impegno concreto. Il programma di seguito mira ad invertire questa tendenza ed a far ripartire una volta per tutte la stazione turistica, abolendo gli slogan sul rilancio e dando un futuro certo agli impegni che verranno presi. I punti salienti:
A. Garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutto il centro abitato.
B. Istituire una figura di coordinatore che raccolga e filtri tutte le richieste degli operatori, dei residenti, dei proprietari di appartamenti e dei turisti. Evitare la dispersione e la frammentazione delle istanze è fondamentale per garantire tempi rapidi e risposte certe da parte dell’amministrazione comunale.
C. Realizzare al più presto nuovi impianti di risalita, che rappresentano una condizione necessaria per far ripartire la nostra montagna.
D. Il Terminillo, non può vivere solo con il turismo invernale, il progetto di rilancio comprende attività per tutte le stagioni, la montagna è anche natura e rispetto dell’ambiente. Se l’inverno è trainato dallo sci, l’estate avrà la punta di diamante nel ciclismo, e nello specifico in una disciplina molto particolare, che può dare identità e caratterizzare la montagna: il Down Hill;
E. La piscina costruita dove un tempo sorgeva “la valletta”, deve essere sfruttata a pieno. Saranno vagliate tutte le possibilità, dalla riqualificazione energetica, che renda più appetibile un’eventuale gestione, ad un uso diverso da quello esclusivo di piscina (centro fitness-spa), o totalmente estraneo (pattinaggio sul ghiaccio).

La valorizzazione strategica del comprensorio del Terminillo, attraverso la riformulazione dell’offerta dei servizi in una logica di stagionalità estesa su tutto l’anno e di ammodernamento logistico, deve consentire principalmente il rilancio della capacità di attrazione del bacino romano, storicamente e naturalmente orientato verso la nostra montagna. Ai fini, quindi, di una fruizione facilitata da parte dei turisti provenienti da Roma, l’ammodernamento della Salaria assume una valenza strumentale indispensabile da coniugare con l’ipotesi di un collegamento a fune, con scali tecnici intermedi, e l’attestamento di un parcheggio attrezzato alla base della montagna.

20. Il WiFi metropolitano

Il programma, nell’ambito del traguardo della città connessa, prevede un progetto di WiFi metropolitano, che consiste nell’installazione in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo del territorio del comune di Rieti di apparati WiFi per l’accesso gratuito ad internet. Il progetto nasce con l’intento di far aderire progressivamente reti pubbliche già esistenti, a cui possano connettersi anche reti di privati o di altre istituzioni, vedi Archivio di Stato di Rieti, o reti pubbliche in via di realizzazione, come nel caso dei comuni della provincia. L’obiettivo è unire le risorse e condividere i benefici con altre reti pubbliche di biblioteche, istituzioni, centri sociali, centri sportivi e ricreativi.

21. I comuni della provincia

Intorno al Comune di Rieti c’è un territorio costituito da 72 comuni e abitato da oltre 110 mila persone. Con lo svuotamento del ruolo istituzionale delle province, il futuro sindaco di Rieti dovrà diventare, nei fatti, il coordinatore dei sindaci dei comuni minori. Per affrontare al meglio la situazione di crisi economica, la criticità della mobilità e quella del dopo sisma. Sarà necessario un lavoro di squadra con tutti i sindaci del territorio provinciale, allo scopo di “fare sistema” e realizzare economie di scala e integrazioni di progetti, come quello del turismo e del wifi, come il tema del trasporto e quello dei rifiuti.

22. La memoria collettiva e il rischio dell’oblio

Stiamo perdendo la memoria collettiva. E’ grande il rischio che la mancanza di cultura e la superficialità ci portino sempre più a dimenticare. A Rieti è necessario condividere e promuovere le azioni dell’Archivio di Stato e dell’Istituto Luce, che lavorano per mantenere e rafforzare la memoria dei fatti che hanno riguardato Rieti e la Sabina, con eventi, mostre e riviste come Didattica Luce in Sabina, che racconta anche con fotografie d’epoca vicende e percorsi della storia reatina. E’ necessario un grande progetto che vedrà la collaborazione dell’Università e di tutte le scuole della città, dei musei, dell’Archivio di Rieti e dell’Istituto Luce, nella rievocazione della storia di Rieti, dalle origini alla fine del 1900, attraverso studi, eventi rievocativi, celebrazioni, mostre, incontri ed interventi nelle scuole. Sarà inoltre utile costituire nella città un forte presidio culturale per ricordare e celebrare gli eventi politici e storici di Rieti, del paese, europei ed internazionali.

23. La comunicazione

La vita di una moderna città deve essere caratterizzata da un’intensa attività di comunicazione interattiva tra l’amministrazione e i cittadini, con l’ausilio delle tecnologie più avanzate che permetteranno di rendere trasparente l’attività, di raccontare alle persone quello che il Comune fa gestendo i feedback di critiche, idee e suggerimenti. Web tv, radio on line e strumenti social oggi permettono con costi accessibili una comunicazione costante ed interattiva, utilizzando anche la rete realizzata nella città. I cittadini riceveranno dal Sindaco, dai suoi assessori e dall’amministrazione notizie, informazioni e avvisi utili anche per temi di protezione civile, di allerta meteo, di viabilità.

24. Il rispetto per gli animali

Gli animali sono essere viventi e per questo vanno rispettati. Il rispetto per gli animali è rispetto per noi stessi. Dobbiamo fare molto in questo senso perché, nonostante il progresso, molti episodi di maltrattamento che avvengono nella città dimostrano che c’è molto cammino da fare. Dobbiamo far osservare le leggi vigenti in tema di microchippatura, sterilizzazioni, vaccinazioni e utilizzo di antiparassitari. E’ necessario avviare con le associazioni una campagna di educazione civica nelle scuole elementari, affinché i cittadini di domani siano più sensibili di noi sull’argomento.

25. La domanda di sicurezza dei cittadini

La sicurezza è uno dei pilastri su cui si fonda lo Stato moderno. La possibilità di vivere tranquilli e di preservare la propria incolumità è il bisogno primario di ogni persona. Su questo tema i reatini nutrono da tempo timori, perché giudicano non sicura la vita in città e quella tra le pareti domestiche. In attesa della legge nazionale sul tema della sicurezza personale, che sembra in dirittura di arrivo, il sindaco può fare comunque molto utilizzando in modo efficace la polizia urbana nell’attività di prevenzione. In questo senso il programma, che prevede il dimezzamento delle indennità del sindaco e degli assessori, contempla l’impegno all’investimento delle risorse risparmiate, circa 200 mila euro l’anno, in un piano per la sicurezza della città.

Rieti merita il futuro
Nella classifica generale dell’annuale ricerca sulla qualità della vita, redatta da Il Sole 24 Ore, il territorio di Rieti si colloca al 83° posto su 110 province. Perde dieci posizioni su Affari e Lavoro collocandosi al 92° (82° nel 2013); peggiora anche la
situazione relativa all’Ordine pubblico rispetto al quale si classifica 20° (12° nel 2013), e al Tempo libero (da 91° a 97°). Nel dettaglio del capitolo Affari e Lavoro spicca l’87° posizione sul fronte dell’Imprenditorialità giovanile e la collocazione al 75° relativa al numero di imprese registrate (solo 9,3 ogni 100 abitanti). Il territorio è inoltre all’89° posto nel rapporto tra impieghi e depositi bancari (peggiora di due posizioni rispetto al 2013). 82° posizione per quanto riguarda la quota di export sul PIL (il 8,4 a fronte del 6,43% registrato nel 2013). Risultano drammatici i dati sulla copertura della banda larga, sebbene in miglioramento rispetto al 2013 (da 106° a 100°). Siamo inoltre al 65° posto per importo medio delle pensioni (725,8 euro) e al 75° per consumi per famiglie (1.677 euro). Mentre scendiamo al 102° per percentuale di emigrazione ospedaliera (98° nel 2013). Penultima posizione per gli indici relativi al numero di sale cinematografiche ogni 100 mila abitanti, e per la spesa di turisti stranieri.
Purtroppo, come dimostrano i dati di questa ricerca, Rieti ha perso molte posizioni, un po’ in tutti i campi. E’ la conseguenza di scelte politiche, quelle degli ultimi anni, errate, che non hanno fatto bene alla città. I cittadini se ne sono accorti. E’ ora di cambiare. I reatini hanno detto basta.
E’ il momento di rialzare la testa e di mettere da parte la politica dei partiti, quelli di sinistra e quelli di destra, che si dividono su tutto, senza spazio per i veri problemi di Rieti, che si sono aggravati, perché da troppo tempo aspettano una soluzione. E’ il momento di fare una scelta consapevole, perché non possiamo permetterci di sbagliare ancora.
E’ il momento di fare una scelta responsabile, perché la nostra città non può rimanere la cenerentola d’Italia, perché Rieti e i suoi cittadini meritano di avere futuro.